Nel programma, la musica è
notata nel modo classico: delle note disposte su dei pentagrammi,
dei pentagrammi raggruppati in uno spartito, è la rappresentazione
più utilizzata nel mondo musicale.
Ritorniamo adesso molto rapidamente alle nozioni
di base. Se vi siete già familiarizzati con il vocabolario e le
nozioni di solfeggio, potete passare direttamente al capitolo seguente.
Da Notare:
È ben inteso che non possiamo spiegare
qui la totalità delle nozioni di solfeggio. Vi invitiamo dunque,
per delle spiegazioni più approfondite, a procurarvi un’opera che
tratta questo soggetto.
Una musica è notata in uno spartito(contenuto
nella grande finestra del vostro documento). Lo spartito si divide in uno
o più pentagrammi,
ogni pentagramma rappresenta quello che suona ogni differente strumento.
Il pentagramma è costituito da un gruppo
di cinque linee orizzontali:
Sul pentagramma possono essere posate delle note,
una nota definisce il suono che è suonato ad un dato istante dallo
strumento di questo pentagramma. Le note possono essere posate sulle linee
o dentro due linee del pentagramma.
La nota, per il suo aspetto e la sua posizione,
permette di definire simultaneamente tre parametri:
- La posizione verticale della nota definisce
la sua altezza (acuta o grave). Più la nota è posizionata
sulle linee o interlinee superiori del pentagramma, più essa è
acuta.
- La posizione orizzontale della nota definisce
il momento dove essa è suonata.
L'asse orizzontale del pentagramma definisce così una ordinamento
di tempi crescente da sinistra verso destra. Se posate due note sulla stessa
colonna, esse saranno suonate simultaneamente. Si tratta allora d'un accordo.
- La forma della nota
definisce la sua durata.
La durata standard delle note viene definita nel solfeggio, ognuna sarà
due volte più lunga della seguente. Avrete così:
La semibreve: ,
è uguale come due minime: ,
la minima è uguale come due semiminima: .
Ogni semiminima è uguale come due crome: ,
e così per le seguente: la semicroma: ,
la biscroma: ...
Si possono anche incontrare dei silenzi,
vale a dire delle note che non producono alcun suono. I silenzi permettono
di combinare pause all'interno di una musica. Essi sono, come le note,
organizzati in lunghezze decrescenti con un fattore di due. Alla lunghezza
della nota semibreve corrisponde il silenzio chiamato pausa, alla minima
la semipausa, alla semiminima il sospiro o 1/4, alla croma il mezzo sospiro
o 1/8, alla semicroma il quarto di sospiro o 1/16, ecc.
I pentagrammi sono divisi in misure,
delimitate
da delle barre verticali posate regolarmente sul pentagramma. Le misure
ritagliano i pentagrammi in intervalli di tempi uguali.
Infine, a sinistra di ogni pentagramma, si trova
una chiave.
La chiave permette di definire parecchi parametri:
- La forma della chiave indica la
corrispondenza fra le linee del pentagramma e l’altezza delle note corrispondenti.
Così la chiave
di Sol indica che la linea inferiore corrisponde a un Mi, l'interlinea
fra le due linee inferiori a un Fa, la linea al disopra a un Sol, e così
di seguito nell'ordine: Mi Fa Sol La Si Do Re Mi Fa Sol ...
Il simbolo della chiave di Sol è:
In chiave di Fa, la linea inferiore corrisponde
ad un Sol grave, poi risalendo, La, Si, Do, Re, Mi, Fa ...
Il simbolo della chiave di Fa è:
- Subito alla sua destra, due numeri, .
Indica il segno del tempo,
vale a dire la lunghezza di ogni misura. 4/4 significa che una misura corrisponde
alla lunghezza di 4 semiminime, cioè una semibreve, due minime,
otto crome, ecc.